Mario Silva Andrea Rizzo

MEMORIE DAL SOTTOSUOLO Andrea Rizzo & Mario Silva

Entro in silenzio, la grande porta di vetro smerigliato non fa rumore e mi lascia passare.

Mi trovo presso l’Istituto scolastico Zaccaria per visitare la mostra “Memorie dal Sotttosuolo” di Andrea Rizzo e Mario Silva, ma devo essermi sbagliata perchè invece di trovarmi in una Aula Magna mi sembra di essere nello studio privato di un artista. La luce che filtra fioca dalle finestre mi restituisce, infatti, uno spazio ampio ma allo stesso tempo intimo, disseminato da tele, schizzi e altri attrezzi del mestiere. Mi aspetto che da un momento all’altro uno degli artisti entri e ricominci a dipingere non curandosi della mia presenza.

Andrea Rizzo (Nebula)-Untitle-collezione privata
Andrea Rizzo (Nebula)-Untitled-collezione privata

Il titolo dell’esposizione prende spunto dall’omonimo testo di Fedor Dostoevskij “Memorie dal sottosuolo” scritto dall’autore nel lontano 1864, testo che secondo Rizzo e Silva, sembra essere più che mai attuale, difronte ad una società che, oggi come allora, si dimostra conformista e avida di nuove mode culturali.

Osservando la loro produzione si riscontrano due stili ben definiti, diversi e riconoscibili che affrontano il medesimo tema in modo armonico e complementare. Se da una parte Silva mi sembra riservare alla figura umana un ruolo preponderante, le tele di Rizzo si caratterizzano invece per i paesaggi ai limiti dell’astrazione.

Mario Silva
Mario Silva- “Memorie dal sottosuolo”

La mostra pare una critica all’uomo come animale contraddittorio, incapace di essere interprete né di se stesso né del tempo in cui vive.

Le azioni del passato riemergono continuamente dal sottosuolo della nostra esistenza, ci ricorda Andrea Rizzo, ma inspiegabilmente non vengono colte o rielaborate. Il continuo riaffiorare del passato nel tempo di tutti i giorni si esemplifica nei suoi lavori attraverso l’utilizzo di materiali di recupero (chiodi, cornici, telai, ecc..). Questi oggetti, che vengono abbandonati nell’ambiente trovano posto all’interno delle composizioni di Rizzo diventando monito di un mondo che si sta buttando via e che secondo il pensiero dell’artista non potrà essere salvato.

Andrea Rizzo (Nebula)-Untitled-collezione privata
Andrea Rizzo (Nebula)-Untitled-collezione privata

Incredibilmente intensa e fosca mi è parsa dunque l’esperienza artistica di questi due giovani pittori che si relazionano senza paura con i grandi artisti del passato, da Turner a Burri senza dimenticare gli insegnamenti di Munch e Manzoni, e che superano la concezione antipittorica dell’arte, una tendenza ormai quasi esaurita.

Claire

CURIOSITÀ:

Vernissage

La mostra ha aperto in grande stile con una Live painting performance a cura di Aldo Lurgo e Mario Silva ed è proseguita con una lettura, da parte dell’ attrice Eleonora Bracconaro, di una rielaborazione del testo originale di Dostoevskij, mostrando come l’esposizione potesse diventare un’occasione di dialogo e riflessione tra arte figurativa, prosa e teatro.

Pali e cavi del telefono

Destano sicuramente interesse i ricorrenti pali del telefono che fanno capolino in modo più o meno perentorio nelle opere di Andrea Rizzo. Questi collegati tra loro da lunghi cavi si stagliano su paesaggi deserti e cupi, rappresentando, per l’artista, il bisogno di connessione ossessivo e malato intrinseco alla società odierna.

Collage

Osservando con attenzione la produzione di Silva si può notare come l’artista utilizzi proprio le pagine di una copia di “Memorie dal Sottosuolo” di Dostoevskij per la realizzazione di una delle sue opere più interessanti qui esposte. Attraverso la tecnica del collage le parole dello scrittore russo dialogano, infatti, con inquietanti volti più o meno antropomorfi aprendo un’efficace riflessione sulle numerose sfaccettature dell’animo umano.

INFORMAZIONI:

“MEMORIE DAL SOTTOSUOLO”

AULA MAGNA ISTITUTO ZACCARIA MILANO: Via della Commenda 5 Milano

DAL 21-28 GENNAIO 2016

PAGINA EVENTO: https://www.facebook.com/events/940002636078783

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