Carl Craig: il Miles Davis dell’elettronica

Carl Craig: il Miles Davis dell’elettronica

Quando si intraprende un’iniziativa come quella di parlare dei rappresentanti di un genere musicale, è importante non essere dozzinali e puntare su pochi ma significativi artisti in grado di incarnare al meglio la mentalità e lo stile che si vogliono raccontare; proprio per questo all’interno di un percorso di questo tipo non possiamo tralasciare Carl Craig.

Carl nasce il 22/05/1969 a Detroit,  e grazie all’influenza di suo fratello che, come ha dichiarato in più di un’intervista, gli ha fatto ascoltare “dosi massicce di musica” si appassiona enormemente ad essa.

Sin da giovane sviluppa notevoli abilità come tastierista, avvicinandosi sempre di più al movimento musicale in voga nella motor city alla fine del 20esimo secolo : la Techno.

I suoi mentori sono mostri sacri della musica elettronica come Juan Atkins e Derrick May, quest’ultimo in particolare in quel periodo è direttore artistico presso il “Club Music institute” club di riferimento a Detroit per l’avanguardia musicale, e il nostro Carl ovviamente faceva tappa fissa a tutte le serate che venivano proposte tra le sue mura.

Inizia la sua carriera discografica nel 1989 sotto lo pseudonimo di Psyche con un EP intitolato “Crack down“, in seguito nel 1995 uscirà il primo album prodotto a suo nome, un vero capolavoro, intitolato “Landcruising“, mix tra techno, house e cosmic jazz.

Nel 1991 fonda la sua casa discografica, tuttora molto prolifica e presente sul mercato, che chiama PLANET E, lo fa per avere una propria indipendenza in fatto di produzione musicale.

Questa scelta risulta evidentemente molto azzeccata, in quanto quando si parla di Carl Craig non si riesce ad inquadrarne in maniera fissa e definitiva il genere musicale di appartenenza; possiamo certamente dire che la base sia la techno della seconda ondata di Detroit, ma in mezzo ad essa ci sono una miriade di sfumature che vanno dalla minimal alla house passando per i suoni caldi del jazz e del soul, con un’aggiunta di gospel.

Proprio per queste sue immense qualità è stato definito dalla critica musicale “il Miles Davis dell’elettronica”

Stiamo insomma parlando di un artista fuori dai canoni prestabiliti dal mercato, capace di produrre insieme a Moritz Von Oswald un album intitolato “Recomposed” pubblicato dalla DEUTSCHE GRAMMOPHON, casa discografica di musica classica, in cui ha rivisitato opere di geni come Maurice Ravel e Modest Petrovic.

In conclusione chi scrive non può che avere una stima infinita per Carl, in quanto è stato lo scopritore, a livello di produzione elettronica, di quel genio di Francesco Tristano, con cui ha avviato nel corso degli anni una collaborazione molto stretta, sfornando autentici capolavori al confine tra musica classica e techno. Se volete avere un’idea più precisa sull’argomento ascoltatevi la loro “The melody”; qualora dovesse capitarvi di scovare una serata in cui suonano insieme dal vivo, non esitate ad andarci; potreste  vivere un’esperienza musicale unica e indimenticabile.

MUCH LOVE

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