Il Destino di un Magico ed Eccentrico Incontro

Il Destino di un Magico ed Eccentrico Incontro

Ve lo ricordate Salvador Dalì?
Baffi puntati alle ore 10 e 10, orologi molli, formiche irrequiete e vele spiegate nel mare visionario e surrealista… Un tipo eccentrico insomma.
E chi non conosce il grande mito dei bambini: Walt Disney?

E se vi dicessi che questi due personaggi insoliti e straordinari hanno lavorato insieme?

Dovete credermi! Andò proprio così.
Nel 1945, il famoso creatore di Topolino, reduce dal successo di “Fantasia“, uscito nel 1940, invitò Dalì agli Studios per proporgli una collaborazione.
Il progetto era quello di un cartone che fosse simile a “Fantasia”, una storia d’amore tra una ballerina, ovviamente con le fattezze della principessa già conosciuta, ossia Biancaneve, e un giocatore di baseball.
Lo strano pittore, il cui obiettivo era farsi un nome anche nel mondo del cinema, non poteva dire di no. Era la sua prima vera opportunità dopo la drastica rottura con Buñuel, e la deludente non riuscita di Babaouo.
Così, emozionato ed entusiasta, si mise subito all’opera, realizzando ben 22 dipinti e più di 120 bozzetti, in soli otto mesi. Si occupò addirittura lui stesso della musica e scelse accuratamente una splendida ballata d’amore intitolata “Destino” del compositore messicano Armando Dominguez.

Purtroppo però, il clima di euforia fu spento dalla terribile crisi economica che si era abbattuta sugli studi Disney durante la Seconda Guerra Mondiale e, sfortunatamente, il progetto fu abbandonato per problemi finanziari.
Fu un duro colpo per il pittore spagnolo, che rimase con l’amaro in bocca per non aver potuto realizzare un SUO film, e un altrettanto amara delusione per il maestro creativo delle fiabe.
L’unico bagliore di speranza fu dato da John Hench, l’ altro sceneggiatore al fianco di Dalì, che produsse un piccolo test d’animazione della durata di circa 18 secondi, nella speranza di un futuro recupero del progetto.

Sembrava tutto perduto…

Ma un giorno, nel lontano 1999, un po’ di polvere magica finì tra le idee del nipote di Walt: Roy Edward Disney e, a dir poco magicamente e stranamente, proprio mentre lavorava a Fantasia 2000. E così scattò la brillante idea: recuperare il progetto dello zio, riportandolo alla luce e dandogli finalmente una piena conclusione.
Per il completamento del cortometraggio vennero incaricati gli studios Disney di Parigi. Nelle vesti di produttore, Baker Bloodworth e per la prima volta nel ruolo di regista: l’animatore francese Dominique Monfrey.
Un team di circa 25 animatori si diede duramente da fare per decifrare gli storyboard criptici di Dalí ed Hench, anche grazie al prezioso aiuto dei diari scritti dall’affezionatissima moglie di Dalì, Gala.

Il risultato fu un vero trionfo: nel 2003, sugli schermi era possibile vedere “Destino”, un cortometraggio di circa 7 minuti, frutto della fantasia, dell’estero e della creatività di due artisti meravigliosi.
Il filmato, premiato anche al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy, e nominato agli Oscar nel 2004, è un’autentica e completa lezione di Surrealismo.
Fin da subito, veniamo catapultati in un tipico paesaggio Daliniano ispirato ai luoghi desertici a nord della Spagna.

(Un fotogramma di “Destino”)

(Salvador Dalì, “Paesaggio con fanciulla che salta la corda”, 1936)

 

E non solo!

Dalle formiche alle facce pendenti, dall’ossessione per le stampelle e gli occhi ai volti formati da diversi elementi contrastanti, e poi ancora le architetture stravaganti, di cui una citazione alla Torre di Bruegel, utilizzata poi come modello cinematografico anche in Metropolis e Blade Runner.

(Pieter Bruegel Il Vecchio, “Torre di Babele”, 1563)

(Un fotogramma di “Destino” – Dettaglio in basso a sinistra)

E soprattutto, è degna di menzione la scena dei ciclisti coi pani in testa, che avrebbe dovuto essere presente nel film esclusivamente creato da Salvador: Babaouo.

(Babaouo, realizzato nel 2000 da Manuel Cussó-Ferrer, dallo storyboard di Dalì)

(Un fotogramma di “Destino”)

 

A questo punto non mi resta che augurarvi una buona visione!


(E non perdetevi i titoli di coda)

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