“Realismo magico” e dove trovarlo

“Realismo magico” e dove trovarlo

Il critico Franz Roh, nel 1925 nel tentativo di trarre un bilancio dell’arte europea successiva alla Grande Guerra utilizza il termine “Realismo magico” per indicare quegli autori che più comunemente vengono raggruppati sotto il cappello del “Ritorno all’ordine”.

“Realismo magico” e “Ritorno all’ordine”.

Due definizioni al limite dell’ossimoro per il medesimo gruppo di artisti. Viene da chiedersi dove cominci una e finisca l’altra…

Cosa aspettarsi quando si aspetta un “Ritorno all’ordine”:

L’etichetta “Ritorno all’ordine” si sviluppa quale risposta alla ventata delle avanguardie e all’incontro con la bruttura e la sofferenza della Grande Guerra. La pittura europea dei primi anni venti rifugge, infatti, l’estetica anti-figurativa, cercando di dare nuova vita al mondo classico.

Mario Sironi Nudo con fruttiera (Venere)
Mario Sironi Nudo con fruttiera (Venere)

Artisti come De Chirico, Carrà, Morandi, Donghi, Martini e molti altri intraprendono, nel periodo tra le due guerre, la strada di una figurazione saldamente ancorata alla tradizione e ricca di implicazioni arcaiche e classicheggianti. Lo spazio rigidamente geometrico, la prospettiva schematica e il colore terso ed omogeneo, sembra aver cancellato, nella memoria collettiva, le sperimentazioni futuriste nonché quelle divisioniste.

Il tempo sembra si sia fermato in queste raffigurazioni ieratiche, ma pacate, in cui pare che l’attimo e il movimento sia solo un ricordo lontano. Sono scene tratte dalla quotidianità che presentano però forme eleganti e perfette. Come in ogni classicismo anche in quello novecentesco l’arte è considerata il luogo del bene e del bello.

A. Donghi Donne per le scale
A. Donghi Donne per le scale

Il corpo umano, al centro della ricerca di molti di questi artisti, è organizzato secondo eccellenti leggi di simmetria. Il segno è nitido e sintetico, senza dettagli e virtuosismi. Anche la volumetria e ben risolta acquistando talvolta una nitida scansione geometrica.

Dove dunque il “Ritorno all’ordine” si tramuta in quel “Realismo magico” di cui parlerà nel 1926 anche Massimo Bontempelli?

La risposta risiede nel senso di meraviglia: sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere ciò che è o appare nuovo, straordinario, strano o comunque inaspettato.

Guardando queste opere non vi è sempre qualcosa che non vi torna? Qualcosa che non riuscite ad afferrare?

A. Donghi Il Giocoliere
A. Donghi Il Giocoliere

La magia nasce, dunque, dalla rappresentazione di una realtà sospesa, inaspettata che genera in chi la rimira un turbamento.

Morandi Natura morta
Morandi Natura morta

E’ l’accostamento insolito, l’estrazione di oggetti o persone dal loro usuale contesto che genera lo smarrimento dello spettatore. Il “Ritorno all’ordine” finisce laddove comincia l’arte metafisica, il cui scopo non è descrivere il mondo così com’è quanto l’insolito che si cela dietro l’apparente banalità del quotidiano.

Carrà Il pino sul mare
Carrà Il pino sul mare

Claire

OPERE:

(Donne per le scale, Antonio Donghi, 1929, collezione Banca MPS, olio su tela, cm146x100)

(Nudo con fruttiera [venere], Mario Sironi,1923 c.a, GAM Torino, olio su tela, cm100x75,5)

(Il Giocoliere, Antonio Donghi, 1936, collezione Banca Unicredit)

(Natura morta, Giorgio Morandi, 1919, Brera, cm80,5×66,5)

(Il pino sul mare, Carlo Carrà, 1921, Roma collezione privata, olio su tela, cm68x52,5)

Fonti
Arte n°527 Luglio 2017
I luoghi dell’arte Electa

 

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